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Marzipan Marzipan Marzipan Marzipan
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wave pop Voti redazione e staff

Marzipan Marzipan

Marzipan Marzipan

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Berlino città aperta. Berlino città in fermento e apparentemente un passo sempre avanti. Zelda Panda vive lì da dieci anni e si è fatta conoscere con il nome di Marzipan  Marzipan. Il suo mondo, descritto nelle sedici tracce del debutto, è un onirico disegno di architetture minimali, suoni low-fi, pulizia pop e indole punk. Già influenzata dall’abiente impro sperimentale e dalla visual art della capitale teutonica, Marzipan Marzipan punta tutto sulla carta dell’originalità a basso voltaggio. Chitarre elettriche, loop vocali, tastiere giocattolo, rumori indistinti e cianfrusaglie varie, il tutto in una mitragliata di canzoni lampo.

Non solo lustrini, non solo pareti rosa shocking, l’immaginario di Zelda accoglie anche i lividi del blues (Holy) e le corde del jazz (Pony). Vengono in mente i Suicide, solo più aggraziati (Shit And Roses, In The Dark), e quasi sempre ti stupisce la facilità e la dimestichezza di azzerare tutto, di riportare tutto al minimale, non necessariamente elettronico (I see you there), ma anche acustico (Sland). L’orchestrina di giocattoli messa su da questa giovane artista ha qualcosa di affascinante. Altrove BeMyDelay, seppur più completa e certamente più cupa, sembra viaggiare più o meno nella stessa direzione.

Manca ancora un intento programmatico, che renda più omogeneo il tutto e lo riservi dall’estemporaneità di certe materie. Ma l’ossatura è già robusta.

(6.9/10)

Pubblicazione: 15 Luglio 2011

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