Tornano a farsi sentire, a tre anni dal precedente ipnotico lavoro, gli AIM, quartetto brianzolo, che in occasione di We Are Sailing affida la produzione artistica a Federico Dragogna dei Ministri. La zampaccia del ministro si avverte, ma non scombussola le carte in tavola. Il sound della band rimane caldo e impassibile, fatto di potenti muri chitarristici e una voce lamentosa. Si sentono la post-Manchester degli Elbow, la Bergamo avvallata e amara dei Verdena, in una condensa di suoni nebulosi, un flusso costante (questo sì, bisogna dirlo), che equilibra le sfasature del disco.
Per sfasatura s’intende quella carenza di mordente che di tanto in tanto affossa l’opera. Così Holy Day suona cupa e azzeccata come un Brian Molko sotto sedativi, mentre Solaris - che porta in seno gli Smashing Pumpkins di Adore - è troppo biascicata e melensa per convincere. Discorso a parte va fatto per i quattro brani in italiano, idioma col quale il trio si cimenta per la prima volta (naturalmente è qui che si sente di più l’artiglio del buon Dragogna): operazione sostanzialmente riuscita, anche se il genere e il sound degli AIM pare spingerli altrove, magari oltralpe (date un’occhiata alle date del loro tour estivo…), rendendo in fin dei conti nullo il tentativo.
(6.8/10)
Scheda: Aim
Pubblicazione: 21 Luglio 2011
File under: psych wave
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