Rhys Chatham è di diritto considerabile un maestro. Con tutte le cautele del caso, ovvio, vista una proposta che spesso ha diviso pubblico e critica, ma non si potrà non riconoscergli una ricerca sonora che ha saputo fare proseliti e scovare zone di suono poco battute. Così a 60 anni suonati lo troviamo ancora ben sveglio e con tutta l'intenzione di continuare a curiosare le molteplici particolarità di un suono che, forse per la prima volta, fa a meno delle chitarre che lo hanno reso famoso per tornare alla tromba.
Outdoor Spell si configura infatti come un gioco di incastri di microframmenti sonori per una parte figli del solo Chatham. La traccia omonima è un mantra di droni stratificati mandati in loop; Crossing The Sword Bridge maltratta la tromba disfacendola in brandelli di grappoli sonori disarmonici. In Corn's Maiden Rite il cajòn di Beatriz Rojas viene disperso in una giungla lussureggiante in piena attività, una musica etnica fatta di elettricità e processori, mentre The Magician è un free punk-jazz improvvisato in stile Talibam!, non a caso troviamo Kevin Shea dietro la batteria insieme Jean-Marc Montera alla chitarra.
Outdoor Spell è il classico disco che ci si potrebbe aspettare dal canuto compositore; ma nonostante si sappia già prima di ascoltarlo cosa aspettarsi, non si riesce a indovinare a cosa si va incontro. Insomma, Chatham è sempre mezzo passo oltre l'ascoltatore, pronto a sorprenderlo.
(7.2/10)
Scheda: Rhys Chatham
Pubblicazione: 01 Luglio 2011
File under: Experimental
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