Recensione
To Remind You Eleven Fingers
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indie rock Voti redazione e staff

Eleven Fingers

To Remind You

In The Bottle

Sono bravi, volenterosi e simpatici gli Eleven Fingers, formazione emiliana con all’attivo già un EP, We Lost Everything Just To Find Ourselves, più che promettente. La loro musica si diverte ad elaborare e mischiare il britpop con l’indie rock di oltreoceano in una mistura che di tutto sa, ovviamente, tranne che di sapori italiani. To Remind You conferma le buone sensazioni ma svela anche tutti i limiti del sestetto di Mirandola. La tendenza al crossover, il gusto del post-rock e la sostanziale vocazione al suonare cose già fatte pone questo disco di fronte ad un paradosso incanalandolo ai margini dell’originalità pur essendo un album piacevole e suonato molto bene (spicca ai fiati la presenza di Enrico Pasini, già con Beatrice Antolini).

Nei 41 minuti che compongono l’album, tra terremoti, separazioni e silenzi, non si riesce a fare la conoscenza della reale trama musicale della band quando non scimmiotta gli Evanescence o i Police. L’album è intenso, ricco di spunti e buoni propositi ma il bagaglio di conoscenze musicali, tra cui campeggia il math rock di matrice chicaghiana, non riesce a reinventarsi in qualcosa di nuovo e personale. Il piacere della melodia e la giusta carica espressiva di certo non mancano (si ascolti Vibration o Like a Dog Without Bones) ma il disco, che in sottofondo gira benissimo, se ascoltato con attenzione rende inevitabile il via al gioco delle somiglianze. Gli ottimi impasti vocali e il disincanto dei testi è un buon punto di partenza che va arricchito e alimentato maggiormente di un’impronta riconoscibile, assente in questa raccolta che non riesce a raggiungere la sufficienza.

(5.3/10)

Scheda: Eleven Fingers

Pubblicazione: 02 Luglio 2011

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Gianluca Lambiase
Gianluca Lambiase (Album 2011)

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