Il top del 4/4 targato UK oggi si chiama Maya Jane Coles, una frizzantissima 25enne sulla cresta dell'onda da circa un anno, con un brillante ventaglio di uscite al suo attivo: 6 EP ufficiali dal 2009 ad oggi e una mix compilation per la migliore delle vetrine, ResidentAdvisor, più una serie di remix per nomi come Massive Attack, Gorillaz e Groove Armada e un progetto parallelo, Nocturnal Sunshine, che muove in campo dubstep. Ma soprattutto un caratterino tutto pepe, in grado di maneggiare materiale di ogni tipo con grande maturità e un'energia che scongiura il pericolo della cornucopia.
Sound impegnato e rigore scientifico sono gli elementi che caratterizzano l'ultima generazione di giovani artisti deep, e in questo senso Maya si colloca a fianco delle ultime individualità di Steffi, Deniz Kurtel e M A N I K. Col primo Monochrome EP e successivamente con Cool Down la baby-producer ha picchettato il proprio territorio coniugando la tipica serietà d'approccio USA al vigore mitteleuropeo di certo Mathias Kaden. La prima vera bomba però esplode col What They Say EP dell'autunno scorso: un vibrante poker di deep tech-house quadratissima che l'ha spedita dritta in classifica e nelle riviste specializzate di mezzo mondo.
L'ultimo trittico di EP rende ottimamente la larghezza di vedute e potenzialità della ragazza. Humming Bird è il più eclettico e espressivamente fantasioso del set, in grado di unire le divagazioni dancey su cassa in quattro di Contradiction e Lookin' Out (Mathew Jonson è in agguato) con i velluti eterei GusGus di Nobody Else. È la più suggestiva delle sue ultime mosse, alla quale a Gennaio si contrappone Beat Faster: Perfect Imperfections e Play The Game rappresentano la house più canonica di cui è capace, quella che vuole (deve) rispettare lo schema deep ma che sa distinguersi nella cura dei dettagli e nella precisione di produzione.
Ultimo arrivato, Focus Now è quello che lascia intuire quali orizzonti potranno aprirsi non appena ci si svincola dalle regole del club: i bleep psicotropi della titletrack e le movenze più da ascolto di Senseless sono le ipotesi più interessanti, mentre il volto classico di The High Life può nascondere qualche pericolo. A eppì terminati e tour concluso è ora arrivato il momento dell'album, e a sentire il suo entusiasmo nel poter finalmente esprimersi libera dai limiti del breve formato si rischia un disco col botto. Sperando che emozione e aspettative non giochino brutti scherzi, noi rimaniamo in attesa.
(7.2/10)
Scheda: Maya Jane Coles
Pubblicazione: 16 Giugno 2011
File under: Deep House
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