Recensione spot
Wicked Work It Out Zac Nelson
Cover image
experimental-pop Voti redazione e staff

Zac Nelson

Wicked Work It Out

Porter

Siamo sinceri, Zac Nelson non è mai stato un granché “a piombo” nella sua vita musicale. Sia quando iniziava a muoversi nel mondo indie col prog-psych-metal trio Who’s Your Favorite Son, God? o col post-rock sui generis dei Prints, sia quando trafficava in solitaria col pop più storto, psychotico, weird e deviante targato Hexlove (per non parlare di Chll Pll e Trawler Bycatch) l’apolide polistrumentista ha sempre mostrato sfaccettature nuove ad ogni passo. Prototipo del musicista indie 2.0, visto il suo coinvolgimento a tutto tondo tra arte e musica, Nelson alla soglia dei trent’anni decide di mostrarsi col proprio nome e cognome e ci srotola davanti un album sorprendente.

Per follia interpretativa (ma non è una novità), capacità strumentali (tanto meno) e afflato experimental-pop (molto più marcato) non siamo affatto lontani dalle movenze targate Hexlove, ma qui ritroviamo una consapevolezza e una maturità invidiabile. Iper-citazionista eppure sempre pronto a sorprendere ad ogni cambio improvviso di umore; sfuggente ad ogni passaggio ma sempre in grado di mantenere una sua riconoscibile coesione di fondo; intricatissimo nei frattali interni ad ogni pezzo ma incredibilmente pop per attitudine e risultati. Si muove la testa e si canticchia. E si finisce intrappolati dentro la tela leggera ma intrigante di Wicked Work It Out.

Fa tutto da solo Zac. Suona batteria, basso, chitarra, elettronica e canta una “serpentine through the inner consciousness of Nelson’s thoughts”. Come a dire, l’ennesima garanzia di una stramberia davvero coinvolgente.

(7.5/10)

Scheda: Zac Nelson

Pubblicazione: 28 Giugno 2011

File under: experimental-pop

| Archivio
Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91