Recensione
Brilliant! Tragic! Art Brut
Cover image
Indie rock Voti redazione e staff

Art Brut

Brilliant! Tragic!

Cooking Vinyl UK

Bookmark and Share Gallery

Parafrasando il titolo dell’album precedente, possiamo tradurre la lotta degli Art Brut contro satana come lo sforzo di Eddie Argos e compagni di vincere le mode rimanendo se stessi. Scavallare i Noughties restando fedeli allo spirito dissacratorio che li contraddistingueva dall’esordio botta Bang Bang Rock & Roll e farlo con le canzoni giuste, i testi giusti. Un altro disco come It’s A Bit Complicated e avrebbero fatto la fine dei gruppi angular e art punk di inizio Duemila, canonizzati e sepolti sotto le macerie degli Strokes.

In un anno in cui Rakes e Franz Ferdinand capivano che era finito il tempo delle mele, gli Art Brut, con Frank Black al loro fianco, vinsero la guerra e da anomalia del revival post-punk diventarono una piccola istituzione. Nel 2009 Art Brut vs Satan trionfava non nascondendo i propri limiti, anzi facendone un vanto, affondando le unghie nella materia prediletta, centrifugando gli status nerd di sempre (DC Comics and Milkshakes, The Replacements, Twist & Shout) e giurando eterna fedeltà ai poster della cameretta.

Brilliant! Tragic annunciato come l’album dove Argos, su assist di Black, impara a cantare e il lavoro con le session più lunghe (2 mesi contro le 2 settimane dei precedenti) è dunque il disco oltre cortina di una band che ambisce a uno status di culto sulla lunga distanza.

Ancora arcigno e punk-rock, e senza troppe sorprese sul canto (come era logico aspettarsi), sono gli Art Brut a testa e profilo basso: menù sempre sui fondamentali – arrangiamenti teatral-punk e il lato “californiano” sempre amato (singolo Lost Weekend) – ma un atteggiamento differente e snob.

Periferico, spesso in retroguardia e senza grandi tragicommedie (salvo forse Clever Clever Jazz), Argos si è tolto così dall'adolescenza (Is Dog Eared) tornando a parlare di Axl Rose e di come lui, punk di provincia come Mark E. Smith, sia qui per rimanere, nel bene e nel male.

Il cerchio Art Brut e The Fall si chiude. Come un piccolo classico della storia del rock. Voto indiesnob:

(6.8/10)

Scheda: Art Brut

Pubblicazione: 13 Giugno 2011

File under: Indie rock

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91