Recensione
What Would You Say? Part Time
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80s pop Voti redazione e staff

Part Time

What Would You Say?

Mexican Summer

Se Ariel Pink non si fosse addormentato davanti alla TV registrandosi in dormiveglia, la one man band Part Time godrebbe oggi di ben altri elogi.

Diverso trovarsi ad ascoltare un esordio di bedroom pop in modalità karaochista e sequenza di trashate anni Ottanta sullo sfondo, quando dai risciacqui pop/folk della Haunted Graffitti all’altezza pre-glo (la ristampa doppia di Scared Famous / FF), sono passati quattro anni e in mezzo dozzine di band hanno praticamente risuonato tutto lo scibile dai Thomson Twins, ai Modern Talking passando per Nick Kershaw.

Il misterioso newyorchese di suo ci mette questa vena off metropolitana. Affonda un crooning à la David Bowie tra assoli liquidi alla chitarra, drum machine e una buona scorta di tastiere eighties (Living in Pretend (My Girl Imagination), ). La metafora del nichilista in vacanza ai Caraibi ci piace: per qualche istante, sognarsi Richard Hell in una marmellata di oppiacei synth pop da immaginario collettivo edonista è una bella sensazione (e alternativa alla produzione pinkiana). Poi, sul lato b, c’è il lato più romantico e lustrinato della faccenda che di What Would You Say? è l'aspetto più deteriore e derivativo.

Poco male. In una delle svariate nicchie sub, down, under dell’ottimo caleidoscopio della Mexican Summer, ai fighetti che ascolteranno Ford & Lopatin e No Joy, noi preferiamo il bislacco newyorchese vestito da Ramones, la sua integerrima decadenza formato Estathé che è uno dei picchi indiesnob dell'estate 2011.

(6.5/10)

Scheda: Part Time

Pubblicazione: 03 Luglio 2011

File under: 80s pop

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