Recensione
Silesia Jeniferever
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wave psych Voti redazione e staff

Jeniferever

Silesia

Monotreme

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I Jeniferever non hanno sempre trovato la strada spianata. Spesso sono inciampati in difficoltà compositive o creative che ne limitavano gli esiti artistici. Altre volte, sono stati liquidati troppo facilmente. Oggi, al terzo album, Silesia, gli intenti e gli obiettivi non sembrano cambiati. La band di Uppsala dispensa in un album di nove lunghissime tracce la sua personale inclinazione: un frullato di post rock, shoegaze, pulsazioni melense e lunghe code strumentali, che del gelido cuore musicale di quelle terre conserva poco. Tralasciando le prevedibili difficoltà di approccio ad un disco dai capitoli così lunghi e tortuosi, la forza dell’opera risiede nei vortici psichedelici e scuri della title track, nell’orecchiabilità discreta e convincente di The Beat Of Our Own Blood, nei piccoli riverberi elettronici di Cathedral Peak.

Complessivamente, l’album regge bene l’equilibrio, con gli angoli crudi smussati da un sound dilatato ed etereo, che qui assurge a vera e propria cifra stilistica. I referenti poi sono di tutto rispetto: gravitano dalle parti dei Cure anni Novanta, dei Death Cab For Cutie, dei Mogwai meno sofisticati. Eppure continua ad esserci qualcosa che non convince. Sarà l’eco dell’adolescenza torbida, sarà l’americanismo telefilmico o l’elogio smodato della malinconia: è come se questa vena passionale e pomposa sia sempre sul punto di soffocare le raffinate scelte stilistiche di cui Silesia si nutre.

(5.9/10)

Scheda: Jeniferever

Pubblicazione: 13 Luglio 2011

File under: wave psych

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