Recensione
Sin Sin Sin Le Butcherettes
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rriot-goth Voti redazione e staff

Le Butcherettes

Sin Sin Sin

Rodriguez Lopez Productions

Dietro alle Butcherettes c’è la cantante e chitarrista Teri Gender Bender (!), belloccia segnalatasi nella scena underground messicana (!!) per il suono post-riot e le performance dal vivo, dove metteva alla berlina la condizione schiavistica della donna moderna utilizzando sangue finto, un testa di maiale, uova e farina. Più Alice Cooper che Hermann Nitsch? Difficile dirlo e comunque chi se ne frega, se poi si trasferiva a Los Angeles disconoscendo il tutto, cacciando la partner originale e allargando a trio la formazione con il tastierista/bassista Jonathan Hischke e l’ex Locust Gabe Serbian alla batteria. La notavano in tanti nelle date di supporto per The Dead Weather e Yeah Yeah Yeahs e lungo una fitta attività live in proprio.

Tra costoro, Omar Rodríguez-López dei Mars Volta, produttore artistico ed esecutivo di un disco talora discreto (New York, The Actress That Ate Rousseau, The Liebniz Language) nel rifarsi ai capisaldi del sottogenere che trovate in calce alla recensione ma che, nel complesso, fatica a reggersi in piedi. Tra tentativi di complessità strutturale che tediano, furti con scasso a I Wanna Be Your Dog e ammicchi a una Karen 'O asciugata dal glamour (cioè, a conti fatti, una Siouxsie senza pathos), sembra durare molto più dei trentanove minuti chiusi con la sconclusionata Mr. Tolstoi. Si offende qualcuno se avvertiamo odore di bruciaticcio e nulla che non abbiamo già assaporato - con ben altro gusto e senso, però - in Bikini Kill, Le Tigre e Subtonix? Immaginiamo di no, ma preferiamo nascondere il mattarello, che non si sa mai.

(6.3/10)

Scheda: Le Butcherettes

Pubblicazione: 11 Luglio 2011

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2011)

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