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Sketches From The Book Of The Dead Mick Harvey
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cantautorato Voti redazione e staff

Mick Harvey

Sketches From The Book Of The Dead

Mute

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Ha ragione il tranquillo Mick quando afferma che per lui Sketches From The Book Of The Dead rappresenta un ennesimo esordio. Che gli si può chiedere ancora, dopo mezza vita trascorsa a fianco di Nick Cave, dai primi passi con Boys Next Door fino alle ultime incarnazioni dei Bad Seeds; dopo i Crime & The City Solution e le inappuntabili collaborazioni con PJ Harvey; dopo aver pubblicato in proprio due album di cover di Serge Gainsbourg e altrettante raccolte in buona sostanza incentrate su altrui riletture.

Nondimeno, a metter da parte il cinismo e la diffidenza, guadagni un’ipotesi di Robert Foster - quando non Mark Lanegan: Famous Last Words, The Ballad Of Jay Givens - che incide con i Walkabouts a zonzo per la madrepatria Australia, e ogni tanto pesca un “falso” inedito di Leonard Cohen come la sublime That’s All, Paul. Ancora, la forza di quest’opera non sta solo in un impasto di polvere e intime ballate elettroacustiche intervallate da qualche episodio più mosso; o, magari, nell’efficacia di un abito sonoro minimale e privo di sbavature.

Le fondamenta poggiano sul’origine delle canzoni, per la prima volta solo farina del sacco di Harvey: su un processo iniziato nel 2007 che prendeva forma attorno a ricordi e al senso di mancanza. A memorie color seppia di amici e vita che passano e vanno. Ne ricavi così un benvenuto graffiare l’anima anche quando le unghie sembrano corte, come se la materia passasse dall’autore a chi ascolta. Facendo torto al resto, spetta all’atmosferica tensione che permea Rhymeless e A Place Called Passion, alla mestizia pianistica di How Would I Leave You? e alla soffice Two Paintings indicare quanto sia valsa la pena attendere.

(7.4/10)

Scheda: Mick Harvey

Pubblicazione: 14 Giugno 2011

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2011)

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