Ci sono voluti quattro anni, una specie di eternità, per dare un seguito a When The Sun's Gone Down.
Meglio così. Il buon Sean Scolnick, per gli amici Langhorne Slim, ha
avuto tempo e modo per covare un album lungo come si deve. Ovvero:
stringato, energico, senza un momento che sembri buttato lì a riempire.
Lui e i suoi War Eagles - Paul Defiglia al basso e
Malachi DeLorenzo alla batteria - snocciolano in tredici tracce
altrettanti motivi per tornare a chiedersi come sia possibile oggi,
anno 2008, provare ancora eccitazione per una musica che nulla possiede
d’inedito, che delle novità non ha la febbre, non sa proprio che
farsene.
Spazio allora al folk rimagliato di squinternata ebbrezza errebì (l'hammond, gli ottoni, i cori) in Rebel Side of Heaven, strattonato bluegrass prima e psych-blues poi nella travolgente She's Gone, venato irish (il fiddle, la fisarmonica) nella carezzevole e incalzante Spinning Compass, ravvivato boogie con esiti vaudeville (vibrafono, pianoforte) nelle delicate trepidazioni di Worries. C'è che con una voce così - selvatica triangolazione McGowan-Gordon Gano-Tom Pettyinnaffiata a miele e nitroglicerina - puoi permetterti di tutto, anche la tenerezza più indolenzita, con buona pace delle mammolette à la James Blunt (letteralmente polverizzato in Colette) e degli ormai bolliti Ben Harper (vedi quella Diamonds And Gold con l’organo e il contrabbasso a stillare ardente siero soul).
Una voce e una flagranza strumentale che ti raccontano qualcosa di vivo e vero, intanto che si spellano il cuore e grattugiano ugole secondo il caso. Che si tratti di acre scorribanda r'n'r da Eddie Cochran ringalluzzito Housemartins (The Honeymoon), d'una cruda franchezza Cat Stevens (Hummingbird), d’una sguaiata tenerezza dylaniana in Oh Honey o di quella Hello Sunshine battente e ieratica come un John Lydon irretito Velvet Underground.
C’è insomma un'impetuosa naturalezza dietro a queste canzoni, così ovvie e così palpitanti come l'emerito country folk di Restless, con quel testo che respira speranze e timori tra archetipo e contemporaneità. Gran disco per uno dei migliori under 30 in circolazione.
(7.3/10)
Scheda: Langhorne Slim
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