Recensione
Rightful Size of Fears Tsuna
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art wave Voti redazione e staff

Tsuna

Rightful Size of Fears

Ghost Records

La misura esatta delle paure può assumere forme inconsuete. Tipo un aspetto superficiale stilizzato, che cita la poetica illustrazione russa di inizio Novecento e un’anima fra il cupo, il malinconico e l’espressionista. Tsuna è la diramazione solista di Andrea Tomassini (Enter K, Strange Brew) e il coronamento di un viaggio musicale che ha spinto il cantautore lombardo verso un inesauribile processo di introversione. Rightful Size of Fears si apre in piena America, dove Tsuna riscopre i tasselli fondamentali della sua opera: storie raccontate in una valanga di parole, sentimenti puri e soprattutto grandi spazi di respiro musicale. Red House Painters, Magnetic Fields da una parte, Smashing Pumpkins, Sigur Rós dall’altra, incorniciano questo quadro autunnale, rosso come le foglie più antiche che toccano terra in ottobre.

Rightful Size of Fears è un disco dolcissimo e malinconico, con la chitarra che snocciola arpeggi disarmanti e la voce che sa rendersi all’occorrenza sgraziata, ruvida o eventualmente adagiarsi su questi magnifici tappeti sonori. Tanto la spoonriveriana Tom Pendelvale, quanto la seattleiana Twist Yourself, pulsano della stessa energia destabilizzante che unisce l’asprezza più tenera e la purezza più grezza (provate ad ascoltare We, The Ravens per capire quello di cui si sta parlando). Disco completo, d’impatto e allo stesso tempo fruibile, ha le carte in regola per essere a tutti gli effetti una scoperta per chi ha davvero voglia di scoprire.

(7.2/10)

Scheda: Tsuna

Pubblicazione: 10 Giugno 2011

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