Recensione
Saint In A Row Saint In A Row
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rock pop Voti redazione e staff

Saint In A Row

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Saint in a Row è il crocevia delle esperienze di cinque gemme preziose della musica italiana. Pierluigi Ballarin (The Record’s) chiama a corte Giovanni Ferraio (Pj Harvey, Hugo Race), Fabio Dondelli (Annie Hall), Michele Marelli (Ovlov) e Stefano Moretti (Pink Holy Days), tutti assieme per dare vita ad un progetto dal sapore vintage ed universale. Otto tracce che scivolano velocissime ed intense sul lettore, le cui melodie hanno tutte le potenzialità per rimanere incastrate a lungo nei nostri padiglioni auricolari.

Un pop che, come le buone ricette della nonna, non invecchia mai. Un pop puro, primitivo, che non risparmia certo qualche capatina nel cuore americano degli anni 90, quello fatto di chitarre aperte e orchestrazioni importanti. Un pop che per la sua via incontra tanto i Beatles quanto Burt Bacharach, tanto Beck quanto Badly Drawn Boy. Già, perché i cinque hanno ben pensato di tenersi leggeri pur non rinunciando alle sofisticherie (piccole fughe psichedeliche su tutto). Un buon songwriting e un ottima impalcatura sonora: il giusto mixed up fra Mark Oliver Everett ed i Coral. Spensierato e coinvolgente allo stesso tempo, questo disco merita di essere fruito all’incedere della primavera, fra un sorso di thè freddo e una passeggiata all’aria aperta.

(7.0/10)

Scheda: Saint In A Row

Pubblicazione: 20 Giugno 2011

File under: rock pop

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