Recensione
Raw Carver
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free impro-rock Voti redazione e staff

Carver

Raw

Setola Di Maiale

Traggono forse ispirazione per il nome dal padre del minimalismo letterario americano i quattro Carver, ma visti i nomi coinvolti non di mera speculazione si tratta, quanto di affinità elettive. Il quartetto doppio misto è infatti composto da nomi noti a chi indaghi le frange meno lineari del jazz informale o del chitarrismo off e minimale italiano: da un lato, una coppia consolidata da anni di frequentazioni, da un animo affine e da almeno una esperienza, i Camusi, per chi scrive tra le più eccitanti del panorama nazionale: Stefano Giust alle pelli e Patrizia Oliva aka Madame P a elettronica, field recordings e voce. Dall’altro, una coppia di ex-newyorchesi di recente composizione ma affiatatissima e sulla cresta dell’onda del free-rock: Silvia Kastel (a synth, mixing e mastering) e il nostro personale guitar hero Ninni Morgia.

Una sorta di quartetto delle meraviglie, dunque, un all-star game da giocarsi sul terreno scosceso del free-noise più cerebrale e meno impetuoso, dell’improvvisazione libera (l’albo è stato registrato in un unico take) macchiata di jazz fratturato e dell’isolazionismo spinto condito di silenzi, assenze, ricami, gorgoglii e quant’altro d’ordinanza. Il tutto però fuori dall’ordinario, perché ci saremmo meravigliati del contrario viste le capacità dei singoli di giocare fuori schema, anzi creando un proprio schema che si va facendo canone nelle sensibilità off. Citare una delle sette tracce untitled sarebbe perciò riduttivo così come elencare le singole componenti in atto, un mero tentativo di ridurre alla razionalità una musica che è puro sentire, flusso di coscienze libere e ondivaghe. L’abbandono è quindi l’unico suggerimento, quasi categorico.

(7.4/10)

Scheda: Carver

Pubblicazione: 07 Giugno 2011

File under: free impro-rock

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

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