Recensione
Beats, Treats & All Things Unique Benji Boko
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Mash funk Voti redazione e staff

Benji Boko

Beats, Treats & All Things Unique

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Lo descrivono come un cratedigger compulsivo, un virtuoso del mash-up e una bomba da live show. A partire da quel capodanno 2010 all'O2 Arena di Londra e proseguendo con il dj-set "Can I mix it?", in cui improvvisa gli incroci più assurdi, Benji Boko si è andato guadagnando apprezzamenti sempre crescenti negli ambienti del clubbing britannico al punto che oggi può permettersi di coinvolgere due ospiti come il frontman dei Faithless Maxi Jazz e Ricky Rankin dei Roots Manuva per il primo full length.

Il disco è il tributo allo stesso scazzo istrionico dei suoi live act: sbocconcellare qua e là tra i generi in piena disinvoltura. Hip-hop meets reggae in The Eagle, Fatboy Slim scopre il funk con No. 1 Sound, i Kraak & Smaak riprendono i Groove Armada per Supernova. Uno slalom ad ampio raggio, tra parentesi nu-jazz (Slow Junkie), riverberi 2-step dall'ultimo Falty DL (Charuuna), folklore house (Take A Stand), scioltezze lounge (Glider), e fantasie mash inafferrabili (Benji Bolognese). 19 tracce e non una uguale all'altra. Quelle esagerazioni che ti rendono adorabile.

(7.0/10)

Scheda: Benji Boko

Pubblicazione: 06 Giugno 2011

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