Recensione

Danger Mouse, Daniele Luppi

Rome

Parlophone

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Daniele Luppi ovvero il recupero filologico e appassionato di quello che in due parole possiamo chiamare Morricone sound. Una carriera nel dietro le quinte di lusso delle colonne sonore (il blockbusterone Sex And The City, il fellinofilo Nine di Rob Marshall, il documentario culto Inside Deep Throat, la serie "bikexploitation" Hell Ride prodotta da Quentin Tarantino) e come producer e tastierista specializzato in organi vintage e piani elettrici (in fortunate operazioni retrologiche come Mondo Cane di Mike Patton e Once Again di John Legend). Nel 2004 il debutto solista con An Italian Story, disco ottimamente accolto dalla critica e primo passo verso quel progetto lungamente meditato e lavorato che è questo Rome, scritto e prodotto a quattro mani con Danger Mouse (con il quale Luppi aveva già collaborato per St. Elsewhere di Gnarls Barkley, Dark Night Of The Soul e Broken Bells).

Ci sono le voci soliste - e i nomi di richiamo - di Jack White (felino, a tratti Lennoniano) e Norah Jones (vaporosa e vellutata come sa essere), perfettamente supportate da un cast di musicisti tutto italiano: un piccolo ensemble da camera e quell'Orchestra dei Cantori Moderni diretta da Alessandro Alessandroni che ha reso inconfondibili moltissime colonne sonore storiche firmate Ennio Morricone e Piero Umiliani e che fa subito atmosfera.

Taglio morriconiano quindi a tutto campo - nei suoni, nelle cadenze, nelle atmosfere, soprattutto, cariche di pathos - e brani perfettamente retrodatati grazie a una scrittura che usa tutti gli stilemi giusti al posto giusto e a degli arrangiamenti e a una produzione impeccabili, in un melange di slow funk ballads, pop orchestrale vicino alle soluzioni degli Air più suonati e easy listening e western stilizzato che mescola desertismo Calexico e ricordi dei Cinquanta che furono di Duane Eddy, Ventures e Shadows. Nonostante tutto ciò, e nonostante due-tre numeri tra il delizioso e il sopraffino (The Rose with a Broken Neck, Two Against Me, Problem Queen, con qualcosa dei Blonde Redhead più romantici e seppiati), l'expertise e la passione non riescono a farsi vera carne e così Rome non scavalca l'ottimo disco di genere e il riuscito omaggio ai maestri. Il progetto è stato promosso anche con 3 Dreams of Black, film interattivo da far girare su Google Chrome firmato dal grafico Chris Milk.

(6.9/10)

Pubblicazione: 19 Maggio 2011

File under: morricone/retropop

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2011)

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