Terzo album per uno dei nomi di punta della nidiata hypna che, sull'onda di quanto testimoniato anche dal soldale Mondanile con Ducktails III: Arcade Dynamics, investe su una nuova variante, concretizzata in un discreto addio alle divagazioni tropical-ambientali e una maggiore dedizione alla forma-canzone.
Certo Terra non fa il salto pop dell’ultimo Ducktails e rimane a giocare di tastiere, tablas e bonghi, ma la volontà di dare una nuova struttura ai pezzi è ben evidente fin dalla title-track in apertura. I nuovi (e più morigerati) equilibri di Fort Collins, Canopy e Water Wheel One presentano un Lynch in grado di vergare un raffinato etno-folk d’autore, senza perdere la componente più trasognata, vero marchio di fabbrica delle uscite Underwater Peoples (come anche Olde English Spelling Bee).
Un episodio sonnacchioso e inaspettatamente mediterraneo questo Terra, che sposta nuovamente la sempre cangiante lancetta del fenomeno hypna e delle sue molteplici possibili declinazioni: per una volta niente new age sfatta o disco Ibiza sotto LSD, ma solo canzoni scritte ed arrangiate con maestria e senso della melodia. Un lavoro adulto e profondo, visto che deriva direttamente dagli interessi dottorali del suo autore.
(7.0/10)
Scheda: Julian Lynch
Pubblicazione: 14 Giugno 2011
File under: Tropical
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