Recensione
Beer In The Breakers The wave pictures
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indie, pop Voti redazione e staff

The wave pictures

Beer In The Breakers

Moshi Moshi

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"Un po' di vita reale e molta finzione": è così che David Tattersall, leader dei The Wave Pictures sintetizza l'essenza delle sue canzoni in occasione dell'uscita dell'ultimo album Beer In The Breakers, attesissimo dopo il meritato successo di Instant Coffee Baby (2008).

Siamo davanti a un lavoro che si presenta con una varietà sonora capace di incontrare senza riserve quelle che sono ormai le cifre stilistiche della band: quell'ossessione per il tristeallegro, la voce tremante che ben sa interpretare quei toni in minore uniti a melodie dall'apparenza leggera ma fittissime di malinconia. C'è spazio per una versatilità essenziale e matura in questo Beer in the brakers, per lunghi assoli e blues (come nella cover di Stanley Brinks, Blink Back a Tear), ballate struggenti come Pale Thin Lips, pezzi scritti da un Tattersall 17enne come In Her Kitchen e una sorta di omaggio ai Velvet Underground in Rain Down. Tornano i riferimenti all'Italia: se prima furono Brescia (The Airplanes at Brescia), Bologna (Instant Coffee Baby) e Roma ("you lived 16 miles from Rome") ora è il momento di Milano ("a ticket of a metro in Milan"). Il disco è tutto apolide: le canzoni sono state scritte vagando in tour da New York a Monaco, passando per l'Italia, appunto, e la Spagna.

Un LP che di istanteo ha molto poco rispetto al suo predecessore e che è capace di mostrare ancora di più il talento di una band che con una disinvoltura antica sa passare dall'indiepop al folk, tra un virtuosismo al basso e imprevidibili accenni al soul. 

(7.2/10)

Pubblicazione: 15 Maggio 2011

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Giulia Cavaliere
Giulia Cavaliere (Album 2011)

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