Degli Heinz Hopf abbiamo parlato da pochissimo con un pezzo apposito; non resta quindi molto di dire che sia già stato svelato. Il novello duo ultra-harsh di Goteborg arriva in men che non si dica alla prima pubblicazione su lunga distanza e con essa anche la milanese A Dear Girl Called Wendy che approda finalmente al formato 12 pollici.
Queste le note tecniche, la musica (ma per dirla con John Cage: you don't have to call it music if the term shocks you), l’abbiamo detto, è quanto di più violento e assordante possa scaturire dai cortocircuiti dei vari pedali e scarti metallici che i nostri raccolgono nelle peggiori discariche di Svezia. Quattro pezzi per una dura complessiva di mezz’ora circa, con Det Vanliga che copre l’intero lato A risultando essere il pezzo più interessante del disco, col suo crescendo funesto e destabilizzante. Gli altri tre brani sono un compendio maggiormente feedback-oriented, come se questo fosse un sollievo.
Giungere integri alla fine di Heinz Hopf è impresa quanto mai ardua se non per i palati più estremisti (questa volta davvero), ma è loro e solo a loro che si rivolgere questa cascata di disastri sonici.
(6.8/10)
Scheda: Heinz Hopf
Pubblicazione: 18 Maggio 2011
File under: Harsh Noise
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