Recensione
Drums Between The Bells Brian Eno, Rick Holland
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ambient/poetry Voti redazione e staff

Brian Eno, Rick Holland

Drums Between The Bells

Warp Records

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Brian Eno e il poeta Rick Holland collaborano saltuariamente dalla fine degli anni Novanta, in progetti musicali non sempre finalizzati alla pubblicazione su disco (seminari didattici, installazioni, ecc.). Dopo Small Craft On A Milk Sea i due hanno deciso di mettere a fuoco idee e abbozzi sonori che avevano accumulato nel tempo, chiudendoli nel progetto Drums Between The Bells. Small era un album sfacciatamente estemporaneo, residuale e contrattuale (la notizia era che Eno debuttava su Warp Records) con giusto uno o due numeri veramente degni di nota; questo Drums, pur partendo "malissimo" sulla carta (elettronica + spoken poetry, ancora?), sorprende per tenuta globale e varietà di atmosfere e riferimenti.

Tra tanti buoni numeri con voce maschile e femminile ad alternarsi (e con netta prevalenza della seconda; dai credits del promo e dalle info sul web non è dato di sapere i nomi dei collaboratori) e varie sfumature di ambient sulla tavolozza - tocchi di piano (Dreambirds), arpeggi echizzati (Pour It Out), world alla Penguin Cafe (Seedpods), soft-WOMAD (Dow), nuvole ambient (The Real, Fierce Aisles Of Light), electro noir (The Airman), scenari epico-desertici (A Title) - si impongono gli incastri ritmico-timbrici dell'avant-rap di Multimedia, la nenia su carillon electronico di Cloud 4 e i nitidi ricordi della New York nevrotica di Golden Palominos (il solo free-rumorista di chitarra nell'ethno-jazz Bless This Space), Talking Heads (una ipercinetica Sounds Alien che attacca come un pezzo di Zooropa) e Laurie Anderson (l'harmonizer di Glitch, brano scelto ad anticipare l'album). Certo, però fanno proprio sorridere quei 57 secondi di silenzio di Silence.

(6.7/10)

Pubblicazione: 27 Giugno 2011

File under: ambient/poetry

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2011)

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