Recensione spot
Demolished Thoughts Thurston Moore
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indie-noise Voti redazione e staff

Thurston Moore

Demolished Thoughts

Matador

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Prima o poi doveva succedere che Thurston pubblicasse un disco così. Che, con gli anni, anche il più intrepido paladino del noise e/o dell’hardcore d’America si stancasse di offuscare le radici. Se si è sempre tenuto stretto il senso per la canzone (ciao, J. Mascis e Greg Graffin!) può dunque lasciare che il passato venga a galla e lo trasporti; può fare in modo che i brani nascano spontanei e camminino a loro modo. Ne deriva un sentire nuovo poiché antico (attenzione: non vecchio) e amen chi non capisce. Non sa cosa si perde, l’ostinato che crede che le rivoluzioni sonore stiano nell’oltranzismo a ogni costo, quando in realtà l’artista serio è tanto più controtendenza quanto più si beffa delle attese.

Quando, dopo decine di emuli che recapitano seghine microelettroniche, banalità punkettare, risciacqui indie-rock, solo la penna lo (ci) salva dove non si può barare: cioè sulla capacità a scrivere ed eccoci infine al punto. C’è voluto tempo e l’aiuto di Beck - al cui ultimo disco davvero imperdibile Sea Change guardano certe atmosfere - per tre quarti d’ora di chitarre acustiche, batteria spazzolata, violino e finanche arpa (offrono i bravi e misurati Samara Lubelski e Bram Inscore, Joey Waronker e Mary Lattimore.) Cosparse di un pulviscolo che aleggia e si deposita, che depista e si solleva sotto forma di un visionario folk acidulo tra un Nick Drake d’oltreoceano e un Dino Valenti caduto dalle nuvole.

Lezioni rese vieppiù personali da una penna che richiama - fatalmente, egregiamente - un’ipotesi “unplugged” dei Sonic Youth da Murray Street in poi, tutta classicismo rock a vibrare in aria e deviazioni che prevengono calligrafismo e accuse di pensionamento. Ascoltare per credere una tesa Orchard Street e il melodiare cristallino di Benediction e Circulation, la leggiadre ma disturbate Illuminine e In Silver Rain With A Paper Key, stratificate rifrazioni come Mina Loy e Blood Never Lies. Finisce che Demolished Thoughts sorprende per bellezza e qualità più che per la “bizzarria” dell’idea. Come nei dischi di una volta, e il segreto sta quasi tutto lì.

(7.4/10)

Scheda: Thurston Moore

Pubblicazione: 24 Maggio 2011

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