Recensione
LPTO Baron Bane
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Electro, Indie-Pop Voti redazione e staff

Baron Bane

LPTO

Despotz Records

Secondo la biografia di questa nuova band svedese Baron Bane era il nome di un mistico viandante proveniente da un villaggio di uomini senza volto che nel corso di un eterno vagabondare aveva nominato degli apprendisti portatori del suo messaggio. Non è chiaro di quale messaggio si trattasse: forse l'indie-pop?

LPTO ne hanno da imparare. E non perchè l'attitudine sia meno cupa di quanto le premesse potrebbero far pensare, anzi: buoni gli intenti, lodevole l'entusiasmo, intriganti le maschere indossate dal vivo come da tradizione The Knife, il problema semmai è strettamente musicale: gli apprendisti suonano come gruppetto di provincia indeciso sul da farsi, con una cantante che suona decontestualizzata e talmente piatta da far ripensare a certe pagine buie del nu metal. Il massiccio utilizzo del synth e le cotonature 80 non di certo aiutano e il rischio costante è quello di mettere troppa carne al fuoco (un singolo come Orchids che regolarizza spunti Lamb e Portishead alla maniera in cui potevano farlo i Morcheeba quindici anni fa, una Echoes che è nulla più della solita sbrodolata electro)

Una lezione pronta per uscire da tutta questa confusione ci sarebbe, e non è certo quella del losco barone nordico ma quella ben più concreta degli Stars: con questi ultimi, infatti, i nostri hanno in comune una bella attitudine per la melodia e la commistione tra indie-rock e rimandi 80's. Bisogna però raggiungere il medesimo equilibrio in termini di suono: fare pulizia della troppa plastica che avvolge il progetto e poi concentrarsi su un profilo più basso. A quel punto se ne potrà riparlare.

(5.5/10)

Scheda: Baron Bane

Pubblicazione: 01 Giugno 2011

File under: Electro, Indie-Pop

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Simone Madrau (Album 2011)

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