Recensione
Bliss Release Cloud Control
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acid psych folk Voti redazione e staff

Cloud Control

Bliss Release

Ivy League

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Disco d'esordio per una band che viene da Down Under, questo Bliss Control è in realtà stato pubblicato lo scorso anno per il mercato australiano ottenendo un successo che ha portato i quattro ragazzi di Sidney a ritirare un paio di Mercury Prize locali e li ha proiettati in un tour intercontinentale che sta mietendo successi (a volte) inattesi. La loro abilità maggiore è quella di saper mescolare abilmente gli spunti sonori che hanno caratterizzato buona parte degli anni '00 e fonderli in un folk dallo spiccato senso del catchy.

Le loro fascinazioni sonore sono particolarmente evidenti in un pugno di brani che definiscono una geografia dell'indie-folk-pop della decade, quasi a volerne rappresentare un bigino formato mp3. Death Cloud, probabilmente il brano più convincente del lotto, pone la barra in area Arcade Fire trasfigurando all'ombra dell'Ayers Rock il meglio dello springsteenismo contemporaneo. Con Meditation Song #2 (Why Oh Why) ci si dirige verso territori à la Akron/Family. Qua e là (The Rolling Stones, My Fear #1) fanno capolino dosi di psichedelia che rendono giustizia a un retroterra culturale originale, mentre in Gold Canary fa prepotentemente irruzione l'Africa, magari virata pop nel senso di Paul Simon.

Non mancano altri riferimenti musicali tipici di questa rilettura della tradizione degli ultimi anni, come CSNY o l'eredità della Band, che farebbero pensare anche a gruppi come i Fleet Foxes, anche e soprattutto per la continua ricerca di intrecci vocali d'effetto. Ma le voci di Alistar Wright e Heidi Lefner, una maschile e una femminile, fanno però più pensare al lavoro degli Arcade Fire che agli intrecci della band di Seattle, più The Mamas And The Papas che Beach Boys, più canto e controcanto (e cori) che un unicum del tutto coeso.

Bliss Control non si allontana mai da questo solco, ha qualche caduta (Ghost Story, su tutte), ma ha suoni ben prodotti e una dose di mestiere che lo rendono piacevole per i fan della muta di volpi e non solo. Se i Cloud Control sapranno anche mostrare una personalità maggiore in futuro è un altro capitolo della loro storia.

(6.9/10)

Scheda: Cloud Control

Pubblicazione: 02 Giugno 2011

File under: acid psych folk

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