Recensione
White Night Stand Underground Railroad
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grunge, post-punk Voti redazione e staff

Underground Railroad

White Night Stand

One Little Indian

Nati parigini, ma londinesi d'adozione, gli Underground Railroad giungono con White Night Stand al terzo lavoro in studio, affinando la propria commistione di grunge, post-punk e vaga psichedelia. Rispetto ai due dischi precedenti, Twisted Trees e Sticks and Stones (rispettivamente 2007 e 2008) le atmosfere si sono fatte più cupe, complici i continui riferimenti al cinema di David Lynch, che sta diventando uno degli oggetti di culto di molto indie-mondo di oggi.

Indecisi tra vaghe pulsioni da stadio che fanno tanto Foo Fighters come in Ginkgo Biloba e Rude Awakening (ma è innegabile che sotto a tutto il loro DNA sia forgiato a partire dal grunge primevo) e seguire il solco dei Sonic Youth meno sperimentali (Yellow Suite, The Orchid's Suite), i tre riescono bene laddove cercano di mescolare elettronica povera con l'atonalità (Lucky Duck) e un incedere circolare (Russian Doll), o con un tocco bluesy (8 millimetres).

(6.4/10)

Pubblicazione: 31 Luglio 2011

File under: grunge, post-punk

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Marco Boscolo (Album 2011)

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