Recensione
Earth Grid Zomes
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ritual-music Voti redazione e staff

Zomes

Earth Grid

Thrill Jockey

Bestia strana questo Earth Grid. In primis perché, almeno sulla carta, guardando chi si cela dietro la sigla Zomes verrebbe difficile associare suoni e background. Zomes è infatti l’aka con cui si presenta da qualche anno a questa parte Asa Osborne, già chitarrista della leggenda made in Dischord Lungfish. Invece, è proprio affondando lo sguardo sulla band di Baltimora che si potrà ricavare una chiave di lettura per i meditativi e primitivi suoni del comeback targato Zomes, dopo l’omonimo debutto del 2008 per Holy Mountain e un carbonaro mini in cassetta denominato Improvisations 1 & 2 pubblicato l’anno scorso.

Nei suoni ripetitivi e modali del quartetto americano, nelle sue variazioni cicliche e nella ingombrante presenza del barbuto, esoterico frontman Daniel Higgs, c’è in filigrana il senso ultimo della musica di Zomes. Un lento, compresso, quasi subacqueo salmodiare in cui melodie ritmiche e wordless – estremamente comunicative nel loro dipanarsi come microsuites da pochi minuti – formano liturgie primitiviste e ancestrali ritualità ideologicamente molto vicine a quelle del citato ex compagno di avventure.

Il tutto si srotola con l’ausilio di una sola tastiera da cui Osborne estrae pochi, semplici loop di synth e pre-programmati beat di drum-machine reiterati e stratificati all’infinito. Droning naturalista, outsider music intimista, musica rituale in bassa battuta e alto concentrato di weirdness: questo e molto di più nei 40 minuti di Earth Grid, una graditissima sorpresa da una sempre affidabile Thrill Jockey.

(7.2/10)

Scheda: Zomes

Pubblicazione: 18 Maggio 2011

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