Recensione
Volkwerk Folletto Volkwerk Folletto
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kraut Voti redazione e staff

Volkwerk Folletto

Volkwerk Folletto

Prima pagina: dedica di apprezzamento di Hans Joachim Roedelius. Già dice molto, se la si incontra appena si apre il sofisticato libretto interno di Volkwerk Folletto. Sembrerà retorico sottolinearlo, ma raramente il packaging è stato così determinante nel giudicare un disco. Non per scelta del recensore, ma per strategia di visibilità neanche troppo celata. Il CD di Volkwerk Folletto è incernierato su un sacchetto da aspirapolvere. Il progetto di Andrea Renzini e Gian Luca Patini è una sorta di détorunement, un lavoro dialettico. Ce lo ricorda, dopo la frase di Roedelius, un breve saggio di Toni Negri, personaggio quanto mai inserito in una militanza che lega la propria comprensibilità al passato. Per la proprietà transitiva, Volkwerk Folletto è un incrocio di immaginari, di culture. Un aspirapolvere italiano che sottrae linfa residuale da un quartiere operaio tedesco.

La metafora si arricchisce, se consideriamo la duplice meccanicità operosa che ha permesso il krautrock di raggiungere picchi così alti. Da un lato, il sound. Il motorik come espressione musicale di una catena di montaggio. Dall’altro, la collettività al lavoro. La coincidenza di tante teste eccellenti tutte dedicate a costruire una pratica estetica. E chi la ama ne seguirà i paesaggi nel lavoro di Renzini. È un disco per chi si scioglie sempre quando ascolta un motorik filologicamente ragionato – quindi non squisitamente compilativo, ma esplicitamente derivato, con passaggi logici abbastanza evidenti. Cal Neva Lodge è da manuale Neu! virata in down tempo; Gilera è da manuale Neu! e basta. Lyndon Grinch è invece un thriller sottocutaneo. Un modo di esprimere l’inquietudine Klaus Schulze-iana, synth-etica e “analogetica”, ovvero basata sulla pratica dell’analogico come scelta quasi deontologica. Un lavoro di ricerca, potremmo dire, prima che di espressione.

L’obiettivo è concentrare in un sacco di carta tutta la polvere cosmica di cui si è capaci (anche la meno cruda, in falò). Volkwerk Folletto dimostra di non voler seguire il consiglio di Toni Negri: “svuotate la poubelle dell’aspirapolvere”. E noi consigliamo a tutto il progetto di scrollarsi di dosso le giustificazioni intellettuali. Come quando si usa un elettrodomestico.

(7.0/10)

Pubblicazione: 19 Maggio 2011

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Gaspare Caliri (Album 2011)

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