Recensione spot
Back And 4th AA. VV.
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dubstep e oltre Voti redazione e staff

AA. VV.

Back And 4th

Hotflush Recordings

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Paul Rose dal 2003 ha per le mani una delle etichette più influenti del panorama dubstep mondiale. La sua Hotflush ha segnato uno dei punti di svolta del genere, facendolo passare da movimento di nicchia a sentire da club, cambiamento che delle origini mantiene il beat, ma innesta tecniche e atteggiamenti sonici da ascolto più mainstream. La visione di Scuba si conferma come vincente, dato che i DJ della cosiddetta 'bass school' sono richiesti dai pubblici di molteplici festival e da locali di tutto il mondo (uno per tutti è il party Substance dello stesso Rose al Berghain berlinese).

Gli innesti clubbistici non sono però l'unica deriva cui il verbo dell'East End londinese ha visto mutare il suo DNA. L'attraversamento dei territori del soul, dell'ambient e dell'IDM (per non parlare della commerciale con Magnetic Man) ha rivelato infatti possibilità di sviluppare futuri interessanti, che dieci anni fa sembravano nascosti da una fissa per l'oscurità ormai datata.

I due dischi di questa Back And 4th guardano - come dice il titolo - al passato e a quello che verrà, proponendo i migliori campioni e i nuovi virgulti dell'etichetta. Il primo disco contiene inediti, il secondo una top 10 dei singoli che hanno creato il suono e la credibilità internazionale della label. A rappresentare l'old-school troviamo gli inni di Joy Orbison (il culto Hyph Mngo, traccia dell'anno 2009 per il sito di riferimento Resident Advisor e segnaposto per la virata verso tempi più lenti di tutti i produttori mondiali), Mount Kimbie (Sketch On Glass intrisa di giocosità e ottimismi inauditi), Scuba (remixato da Jamie Vex'd su Twitch e in solo sulla stupenda Tense, discrimine perfetto tra dub, techno e breaking), Pangaea in fissa dark-ambient (Bear Witness), il remix dancey-tribal di Roska per Untold (Just For You) e altre chicche.

Sul lato newcomers troviamo invece le speculazioni post-soul di Sepalcure (Talking You Back), il mesh acido di Boxcutter (LOADtime), l'ottimo downtempo orchestral-ambience del newyorchese FaltyDL (Regret), i bassi spinti di Roska (Measureless), la trance ipnotica di Boddika (Warehouse), un inedito di Scuba in ricordo Detroit (Feel It) e altre direzioni da approfondire (vedi ad esempio l'imminente uscita - qui non catalogata - di Lando Kal).

Una delle compilation dell'anno e forse del decennio. Insostituibile compendio per chi bazzica nell'ambiente, ma anche per chi non sia entrato ancora nel mondo post-dubstep. Da avere.

Disc 1 by Hotflush

Disc 2 by Hotflush

(7.8/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 28 Aprile 2011

File under: dubstep e oltre

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Marco Braggion
Marco Braggion (Ristampe, Compile, Live 2011)

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