Sound designer e producer di stanza a Sapporo, in Giappone, Kuniyuki Takahashi professa i verbi deep e future jazz da più di dieci anni. Attivo discograficamente su Mule Musiq dal 2002, dove ha pubblicato anche il qui presente Dancing In The Naked City, si è fatto apprezzare per una jazz-latin house morbida e avvolgente che trova nei fasti del Paradise Garage le sue radici ideali. Larry Heard, Ian Obrien, Dj Cosmo, Dego dei 4 Hero ma soprattutto guru della grande mela come Joe Claussell e idoli internazionali come François Kevorkian lo hanno tenuto d'occhio fin dai primi Duemila e, assieme a loro, anche nuove leve deep hanno dimostrato interesse nelle sue svariate produzioni a nome Koss. Tra loro troviamo Henrik Schwarz, vocal guest dal precedente Walking In The Naked City trasformato oggi cambiando l’incipit in Dancing e consegnando al pubblico un remake che valorizza i punti di forza del precedente.
Takahashi non stravolge la jazz House organica delle tracce originali, ma ne approfondisce gli aspetti deep e dub senza dimenticare il feeling live. I flauti andini à la Future Sound Of London perfettamente innestati nei bassi di Night Forest, la latin house jam Come With Us ma soprattutto l'altro grande discorso dub che è Set Me Free potrebbero già bastare come testimonianze del percorso finora svolto dal produer; in aggiunta c'è il lato propriamente black con le lezioni di Herbie Hancock (il lato piano bar newyorchese tributato nel mix di piano, chitarra, e singing di Schwarz in Once Again) e soprattutto Miles Davis (le percussioni live afro e la calda tromba di Flying Music) a innestarsi perfettamente in un'idea di viaggio ritmico composto ma non per questo incapace di immergere e coinvolgere, anzi.
Dancing In The Naked City è più di un remix album: è il miglior biglietto da visita di un producer generoso, capace inoltre di suonarti una seducente song in remember 90s con vocal molto Everything But the Girl (Kristiina Tuomi in Deliverance), angolarti IDM-jazz e spalmarti Knuckles (Storm) con l'ambient, la deep con i Liquid Liquid visti da dentro un acquario (Bamboo City).
Un grande producer che merita tutta l'attenzione del mondo, specie in questo periodo di rallentamenti e sguardi latini (Nicolas Jaar).
(7.3/10)
Scheda: Kuniyuki Takahashi
Pubblicazione: 01 Maggio 2011
File under: Deep, jazz
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