Recensione
Stand Before Me, Oh My Soul Fabio Orsi
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avant-rock/drone Voti redazione e staff

Fabio Orsi

Stand Before Me, Oh My Soul

Preservation

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Fabio Orsi ha saputo crearsi un territorio dai contorni ben definiti ma dall'orografia tutt'altro che uniforme. Il suo habitat sonoro ha permesso di intravedere all'orizzonte alcune piste meno battute a cui, vista la vitalità con ha girovagato e con cui continua a girovagare, sarebbe prima o poi giunto.

Stand Before Me, Oh My Soul abbandona le atmosfere elettroacustiche che hanno caratterizzato la produzione solista del tarantino per deviare verso un approccio più rock. A dare il tono dell'album sono, infatti, la chitarra - che Orsi questa volta mette in primo piano rispetto ai field recordings e alle tastiere - e il supporto della batteria di Rich Baker.

Ne esce un lavoro in grado di muoversi su più piani: passando per il rock in stasi di Naked Trance e la psichedelia spacey di Papa, Show Me Your Blues LPs, attraverso il trip krauto My Awesome Drugs Propaganda e l'ambient al rumor bianco di Please Could You Hide That Ghost, per far ritorno, infine, ai territori più conosciuti di Soon, I'll Be At Home. Un lavoro che riconferma il dinamismo di Fabio Orsi e la sua volontà di rimanere in movimento, contro qualunque staticità. Confermando, insomma, la bontà della sua produzione.

(7.0/10)

Scheda: Fabio Orsi

Pubblicazione: 30 Aprile 2011

File under: avant-rock/drone

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