Fiori colorati, lievi, morbidi e pungenti: ecco quel che abbiamo davanti. Le Rose sono il progetto a due voci di Flavio Scutti e Andrea Noce, due che probabilmente, dopo essersi incontrati come da Annales, ai piedi del Colosseo, hanno cominciato a parlare di Gianni Togni e di Diana Est decidendo poi di mettersi a suonarli contemporaneamente.
Nei '90 band come La sintesi, Bluvertigo, Subsonica e, su tutti, Soerba, erano riuscite a riportare in vita un sound sepolto dalla flanella dimostrandoci come tutto in termini di pop dovesse, sensatamente, ripartire soprattutto da lì, oggi i due romani ne proseguono più che degnamente il discorso sorvolando sulle passate indagini colte dell'elettronica (testi post dogmatici, volontà mistico-intellettuale) e calcando su un pop puro, semplice e nella più complessa delle accezioni (se la già citata Diana, in Tenax, cantava versi di Seneca a tutto spiano, parlare di Schumann non sarà certo un problema).
Nove brani uno più singolo dell'altro che vanno dal candore cinematografico di Meteo al romanticismo epicoerotico di Hotel Como e Mi dice sì, fino all'electro sfrontato di Monica Vitti (un contraltare perfetto al più scivoloso Pop porno nazionale). Il risultato? Matia Bazar da disco omonimo e Aristocratica con tanto, tanto Garbo e Italodisco, tutto suonato impeccabilmente. Un altro coupe non da poco della nostra Pippola music.
(7.0/10)
Scheda: Le Rose
Pubblicazione: 03 Maggio 2011
File under: synthpop, italiana
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