Recensione spot
Suara Naga Arrington De Dionyso
Cover image
eartherngarage Voti redazione e staff

Arrington De Dionyso

Suara Naga

K Records

Bookmark and Share Gallery

Capita a volte che un album diventi tanto importante nella carriera di un musicista da diventare il moniker di un nuovo progetto. Non sempre i risultati pagano - vedi le alterne vicende del moniker Mount Eerie di Phil Elvrum. Proprio a proposito di Old Time Relijun, l’ex collega, la mistica e sanguigna voce che risponde al nome Arrington De Dionyso, sceglie una strada simile. Dopo Malaikat Dan Singa, album dove Arrington celebrava un felicissimo sposalizio tra l’indonesiano e il garage occidentale, la seconda puntata del matrimonio si chiama Suara Naga (“la voce del dragone”) ed esce a nome Arrington De Dionyso’s Malaikat Dan Singa (ovvero “gli angeli e i leoni di ADD”), in USA stampato dalla solita K, in Europa anche in vinile per Interbang Records, con edizione limitata con copertina gatefold, artbook delle opere di Arrington, e, per le prime 50 copie, tavola originale firmata De Dionyso.

Arrington è un virtuoso di quelli che vorremmo calcassero più strade possibili. Le virtù, per lui, sono sempre funzionali a un valore musicale, a una ricerca. Non accade mai viceversa. Da etnomusicologo, per analizzare la voce e l’anima ha inciso a fondo l’essenza delle proprie corde vocali, le ha portate alle estreme conseguenze; allo stesso modo, ha appreso l’indonesiano, da autodidatta, e ha iniettato il turbamento e l’assalto strumentale occidentale nella lingua di quell’estremo Oriente, rendendolo apocalittico, mischiando quell’incrocio di vitalità e esotismo erotico con le bruciature che vengono dal centro della terra (Iblis Atas Ibis).

In realtà, non ha fatto altro che sviluppare un canovaccio, come nelle musiche popolari. Un modello di composizione, strumentazione ibrida, campanelli e riff, fiati paraindiani e gutturalismi. Questo non vuol dire che manchi accuratezza. Quel canovaccio è Arrigton stesso. Non rappresenta una cultura ma il sostrato del repertorio di De Dionyso portato in superficie, così com’è, e ripetuto in Malaikat Dan Singa quanto in Suara Niga. La voce, il modo di comporre, il mondo sanguigno e pronto a zoppicare come un appestato: c’è tutto Arrington, tanto nel boogie surreale di Madu Mahadahsyat quanto nel rock steady di Biangala. Il giudizio va all’uomo, al percorso di ricerca, più che alla veste effettiva dell’album. È vuole essere un incoraggiamento ad andare avanti così, senza fermarsi, complicando il canovaccio (verso l’Africa in Susu Naga) anziché asciugarlo al sole.

(7.3/10)

Pubblicazione: 25 Aprile 2011

File under: eartherngarage

| Archivio
Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91