Recensione
Echolocations EP Lone
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techno idm Voti redazione e staff

Lone

Echolocations EP

R & S Records

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Ritorna sulla media distanza Matt Cutler. Dopo 4 album e una manciata di singoli e rmx (su tutti, quello per All The Flowers di Bibio), Lone riappare in grande stile con Echolocations, EP firmato per la mitologica R&S records. La label belga legata indissolubilmente alla storia della techno europea, sta operando negli ultimi tempi un ricambio generazionale e stilistico del proprio roster. Questo svecchiamento (basti pensare alle release di James Blake) ricorda per certi versi quello che è successo alla Warp una decina d'anni fa, anche se in questo caso persiste una consolidata dimensione di culto underground.

Tornando a noi, finora Lone ci aveva abituato ad un percorso sonoro fatto di morbide atmosfere glo-fi e digressioni cinematiche che da un lato richiamavano ingombrantemente l'immaginario warpiano dei Boards Of Canada e dall'altro una specie di fake-negritudine wonderiana perfetta per sonorizzazioni porno vintage. Per impacchettare il tutto nella contemporaneità Cutler si è poi adoperato nel trattamento della propria materia sonora secondo gli standard produttivi sfocati e impressionistici della chillwave.

Rispetto a tutto ciò, la novità più consistente di Echolocations è l'avventurarsi nei territori della Detroit Techno e dell'house Chicagoana. Per essere precisi, oltre a misurarsi con il materiale originale, in questi 6 pezzi c'è anche il tentatvo ulteriore di filtrare il tutto con la lente dell'acid house inglese dei primi Novanta, quel suono che proprio sull'asse Chicago-Detroit ha plasmato tutta la rave culture inglese. Explorers è una sequenza di sinuisoidi alla Orbital, Coreshine Vodoo e Blossom Quarter il ripescaggio del Mark Bell degli esordi con gli L.F.O.; il resto è un vero e proprio tributo all'estetica House di Chicago con l'estasi techno stabbistica di Rapid Racer o la gigioneria-Larry Heard di Approaching Rainbow e Dolphin. Dietro le quinte, immancabile e forse ancor di più che in passato, c'è sempre e comunque lo spettro dei BOC, quasi un accorato appello a ritornare sulla scena da parte di un fan.

Al di là della palpabile aria di revival che ci regala un immaginario amarcord '90, l'EP, dopo ripetuti ascolti lascia un pò l'amaro in boccca: non tanto per l'evidente citazionismo, ma piuttosto per la dicotomia tra la bassa fedeltà del linguaggio chillwave e la complessa stimolazione sensoriale a cui ci ha abituato la techno più 'intelligente'. Uno dei punti di forza del linguaggio IDM è appunto l'impulso a cercare una stratificazione del suono sempre più avanguardistica e sofisticata. L'idea di comprimere tutta la varietà timbrica di questi mondi sonori in un patchwork di natura squisitamente estetica non rende giustizia alla scrittura e alla composizione delle tracce. Ci piacerebbe sentire Echolocations in chiave hi-fi. Chissà se sarebbe un passo avanti o un passo indietro? Per la musica tutta o solo per Matt Cutler?

(6.8/10)

Scheda: Lone

Pubblicazione: 20 Aprile 2011

File under: techno idm

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