Recensione
Borrowed A Horse Old Calf
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americana Voti redazione e staff

Old Calf

Borrowed A Horse

No Quarter

Bel problema avere dei fratelli “titolati”, ma non ditelo a Dave Davies né a Ned Oldham. Col cognome che si ritrova e il fatto di aver accompagnato il più bravo Will, costui può dirsi comunque soddisfatto della propria carriera. Sinora alle prese con i discreti Anomoanon, si imbarca in una nuova formazione col fisarmonicista Marty Metcalfe per offrire - da un garage della Virginia, aiutato da tali Michael Clem (basso, mandolino) e Brian Caputo (percussioni) - una trama di folk e bluegrass antica ma non troppo.

Già sentito, eh? Eppure fareste bene a mettere da parte scetticismo e supponenza, poiché questo artigianato fiero e ricco di feeling funziona eccome. Preso atto che il timbro vocale è simile a quello del Principino Billy e nulla vi si può fare, apprezzi che i versi siano tratti da fonti popolari e siano un guardare nel passato per cavarne il sostegno all’oggi. Più che eloquenti Bonny Cuckoo (versione britannica del semiomonimo, noto traditional) e la Henry Was A Worthy King che guardano - rispettivamente, tramite le sorelle Dolly e Shirley Collins e i Fairport Covention - alle radici del folk albionico e il commovente valzer d’Irlanda Follow My Bangalorey Man.

Laddove a distillare americana pura ci pensano il caracollare country di Stool-ball e il Neil Young di A Gift, A Ghost/Monday Alone, la traslucida When I Was Taken e l’afflato alla John Wesley Harding di I Saw A Peacock With A Fiery Tale. Autentici lampi di genio, infine, le venature psichedeliche delle splendide Far From Home - non a caso, l’assolo è dell’ospite Dave Heumann, ovvero Arbouretum - e What Did I Dream, così come i cambi di passo in There Are Men In The Village Of Erith. Ci ripensi e tutto quadra, siccome buon sangue non mente.

(7.2/10)

Scheda: Old Calf

Pubblicazione: 10 Maggio 2011

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2011)

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