Recensione
Meteorology Frivolous
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deep, tech-house Voti redazione e staff

Frivolous

Meteorology

Cadenza Records

Tornano ad evolversi le invenzioni visionarie di Daniel Gardner, in arte Frivolous, il produttore canadese ormai da anni residente a Berlino. Rispetto al precedente Midnight Black Indulgence l'orizzonte si allarga ulteriormente, ciò è frutto delle circostanze nelle quali nasce il nuovo album: un periodo di isolamento sia artistico che personale, durato alcuni mesi, in un'isoletta nell'oceano Pacifico.

L'eclettismo per cui Gardner è noto non tradisce nemmeno stavolta. Meteorology riflette a tratti le atmosfere tropicali da cui proviene, e la cosa non si evidenzia solo nella scelta di certe sonorità tribali in brani come One Final Solstice, ma soprattutto in una generale ricchezza melodica solitamente estranea alla tech-house, con pezzi come Serenade Des Excentriques e Wasting Time a rendere l'ascolto più caldo e arioso. Il temporaneo allontanamento dalla scena berlinese si traduce in una migliore messa a fuoco del background musicale che gli appartiene: l'album ha uno spiccato carattere dancey, sul quale si sviluppano iniziative ambient prossime a John Roberts (Allen Town Jail), vivacità funky che strizzano l'occhio al fermento UK (Red Tide), corde dal sapore orientale (Back Into The Deep) e addirittura passi di valzer trasformati in groove da club (Cinemascopique).

Nelle architetture di Frivolous protagoniste son sempre le sfumature, e Meteorology non fa eccezione: le partenze lente sapientemente studiate per creare attesa, i bassi avvolgenti che danno il tempo, gli abili incastri con la cassa in quattro, son tutte espressioni del suo personalissimo stile, che dà vita a creature sempre più indefinite. Originale lo è sempre stato, stavolta è anche lunatico e inquieto. Ma non azzardatevi a fermarlo.

(7.3/10)

Scheda: Frivolous

Pubblicazione: 10 Aprile 2011

File under: deep, tech-house

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