Recensione
Fever 2562
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Steps, Funk Voti redazione e staff

2562

Fever

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Cinque anni di carriera e una strada tutta in salita per Dave Huismans, music maker dal doppio alias, 2562 (Tectonic, 3024) e A Made Up Sound (Delsin, Clone), che si era avvicinato progressivamente al 4/4 e a una visione sempre più autarchica in sede di produzione.

Lo scorso anno ben cinque delle sue produzioni risultavano self released: è quindi naturale oggi vederlo pubblicare per una label personale, la When In Doubt (per quest'ultima l’olandese ha già pubblicato alcuni 12’’ tra cui il buon Aquatic Family Affair). Ora è la volta dell’album lungo che risponde, almeno nelle intenzioni, a un concept. Tutti i sample infatti, dovrebbero provenire dalla disco music tra i Settanta e gli Ottanta con particolare attenzione al 1979, sua data di nascita. Condizionale più che mai d'obbligo perché nell’album non vi è traccia del tipico immaginario 70s se non in senso molto (ma molto) aleatorio.

Huismans è sempre stato dominato dal tipico rigore 'a-rischio-freddezza' di tanti producer continental-step e Fever non fa eccezione se non per un decisivo arricchimento e bilanciamento della formula. Se disco dev'essere, Dave l'aggiorna intelligentemente con spezie UK Funk, rompendo gli schemi bidimensionali techno / dubstep (alle volte in triangolazione house) e aprendosi al (2 step) garage. Gli smalti dubstep (Flavour Park Jam), trance e techno (i già accarezzati ricordi belga di Brasil Deadwalker) ne risultano rinvigoriti e se anche quest'album si avvale del citazionismo primi 90s tipico di questi anni, Huismans è sicuramente il producer meno infatuato del retrò. Ed è soltanto un bene.

(7.1/10)

Scheda: 2562

Pubblicazione: 10 Aprile 2011

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2011)

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