Past Life Martyred Saints comincia col consueto countdown rock ma, sottoposto com’è ad un trattamento al ralenti quasi fosse sotto metadone, da la misura dell’universo dispiegato da Erika M. Anderson per questo suo esordio ufficiale. Un universo sfatto, umorale, struggente e a tratti dolorosamente disperato, esattamente come quello inscenato in una purtroppo breve parentesi dai Gowns, di cui la Anderson era mezzo cuore pulsante e dal quale, volenti o nolenti, essendo stato quello una concomitanza di amore e musica, prende le mosse questo suo ritorno.
Quello a nome EMA è un disco meno arty e più intimista, personale e sofferto (si ascoltino attentamente i testi al proposito) rispetto alla breve e acclamata epopea di coppia, ma fa brillare l’astro della sua autrice nel firmamento delle migliori chanteuse underground di sempre. Disillusione e disperazione, aggressività e furore, distorsioni e chitarra acustica, strutture rock che spaziano dal grunge alle efferatezze da riot grrls passando per struggenti a-cappella (Coda) e ballate voce e chitarra da pelle d’oca (Breakfast), unite ad un senso di malinconia e un mood darkish che veleggiano sul tutto, fanno di Past Life Martyred Saints uno degli esordi dell’anno. La biondina del South Dakota ha bene in mente cosa fare e come farlo, riattivando il filo rosso che da Nico arriva a Cat Power, passando per Liz Phair e Elizabeth Frazer, lambendo l’aggressività di Carla Bozulich e le melodrammatiche aperture della nostra Nada in un unico pezzo (Red Star).
Sì, perché EMA ha anche il grosso pregio di sapersi diversificare, cambiando pelle come un camaleonte da pezzo a pezzo; essendo al tempo stesso cantautrice folkish e rocker di prim’ordine, ragazzina riottosa e dark-lady emozionale, sperimentatrice dissonante e melodica ammaliatrice, spesso e volentieri in un unico pezzo. Si prenda ad esempio l’opener The Grey Ship: metà soffice nenia acoustic-rock, metà disperata e ossessiva marcia per animi infranti. Non poco per una che a malapena arriva ai 24 anni e che solo un anno fa era sul punto di abbandonare la musica e tornare a casa dei genitori.
(7.7/10)
Scheda: EMA
Pubblicazione: 06 Maggio 2011
File under: spectral-folk
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