È una strana creatura questo terzo lavoro dei Mount Fuji Doomjazz Corporation, alter ego live-impro del Kilimanjaro Darkjazz Ensemble. È un magma scuro che si sparge lento lungo gli albori dell'umanità, a ripescare radici sonore ancora naturali per trasformarle in un suono umano, in un elemento antropomorfo.
Questo unico, lungo flusso in 4 atti – registrato dal vivo nel corso di tre diversi concerti tra Utrecht, Breslavia e Mosca – è un qualcosa di sconosciuto, nascosto in penombra in una parte non ben definita della storia dell'uomo. Qualcosa di atavico e irrazionale risvegliato dai lunghi droni e dall'ambientazione dark provenienti dalle sorgenti sonore. Al contempo, però, è moderno e ragionato come il trombone jazz di Hilary Jeffrey o le note provenienti dal violino di Sarah Anderson.
Anthropomorphic sta in un territorio all'incrocio tra ambient, jazz, elettronica, doom: impossibile darne un resoconto preciso. Per spiegarlo si può accostare ai passaggi più oscuri dei Supersilent, o rappresentarlo attraverso le immagini di David Lynch; certo è che l'unico modo per capirlo è abbandonarsi ad esso.
(7.0/10)
Scheda: Mount Fuji Doomjazz Corporation
Pubblicazione: 07 Aprile 2011
File under: impro-drone-jazz
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