Recensione spot
The Globe Has Spun And We're All Gone Songs For Ulan
Cover image
folk blues rock Voti redazione e staff

Songs For Ulan

The Globe Has Spun And We're All Gone

Stout Music

Bookmark and Share Gallery

Cinque anni sono tarscorsi da You Must Stay Out, un lustro pieno per covare le dieci tracce che compongono The Globe Has Spun And We're All Gone, album lungo numero tre per Songs For Ulan, moniker dietro cui agisce Pietro De Cristofaro, napoletano classe '70. Alla produzione troviamo ancora Cesare Basile, ed è una presenza pregnante, tanto quanto è palpabile la premeditazione, la densa brusca raffinatezza portata in dote da tutto il tempo speso a far nascere, crescere, irrobustire e smerigliare queste canzoni. Ognuna un episodio vivo, intenso, particolare. Dall'arrendevole risolutezza Jeff Buckley di Like TV all'asprezza terrigna di Hook (prossima alla PJ Harvey più basale), il folk blues di De Cristofaro possiede la fisionomia cruda e penetrante di chi mette in gioco sentimenti reali, assolvendo ogni tetraggine con la vibrazione insopprimibile della tenerezza, lasciando sempre aperto uno spiraglio tra fatalismo e speranza.

Ai blues ingrugniti e sordidelli di stampo Mark Lanegan (What Good Can Tell) e al tumulto velenoso Nick Cave (From The Borders) rispondono quindi diafane processioni Black Heart Procession alleviate da un incanto dolciastro Devendra Banhart (la stupenda The Bed), narcosi livide e iridescenti come un sogno trip-hop di Howe Gelb (You Only Love) e valzer enigmatici come ambasce dEUS tra peregrinazioni Calexico (She's A Ghost). Corde scorticate e incandescenti, fremiti di contrabbasso, fisarmonica e xilofono alla bisogna, organi che pennellano sfondi noir, il drumming sospeso tra pulsazione frugale ed astrazione cinematica, sobri ma cruciali interventi sintetici (come nella spettrale acidità di A Promise e nel rigurgito Sparklehorse di The New World): questi gli elementi di un ordito su cui la voce ricama melodie indolenzite ma tenaci, vulnerabili e irrequiete.

In chiusura, la morbida rilettura della If It Be Your Will di Leonard Cohen - col sabbioso controcanto di Dave Muldoon - sigilla alla perfezione il programma. Nel suo genere, uno dei più convincenti dischi italiani degli ultimi anni.

(7.8/10)

Scheda: Songs For Ulan

Pubblicazione: 22 Aprile 2011

File under: folk blues rock

| Archivio
Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91