Recensione
A Grounding in Numbers Van Der Graaf Generator
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prog Voti redazione e staff

Van Der Graaf Generator

A Grounding in Numbers

Esoteric

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Diamo un po' di numeri: sei anni dopo l'inattesa reunion, tre dal discreto predecessore Trisector, arriva l'album numero dodici per l'accolita Van Der Graaf Generator, ridotta a trio ma pur sempre di membri originali (il leader Peter Hammill, il bassista e organista Hugh Banton ed il batterista Guy Evans). Inoltre, la data di uscita del disco (il 14 marzo) non è affatto casuale, essendo stata scelta per riferirsi alle prime tre cifre della costante π (pi greco, per gli amici). C'è poi il titolo, A Grounding In Numbers, e ci sono tracce in scaletta intitolate Mathematics e 5533. Ok, stiamo scherzando, ma neanche troppo, perché coi vecchi progster il lambiccato è una norma, ne costituisce la poetica profonda e l'effervescenza superficiale.

Da sempre campioni nel conciliare questi due livelli dell'espressione, i VDGG ci propongono oggi un lavoro sì complesso ma accomodante, all'insegna del lirismo perentorio di Hammill (l'intatta prestanza della voce ha un che di prodigioso) e d'un piglio rockista turgido ancorché arzigogolato di sincopi, ruggiti acidi, bordoni cosmici, spasmi preterintenzionali e gorghi misterici. Non stupisce certo il dominio gagliardo di timbri e dinamiche, la ricchezza essenziale degli arrangiamenti (non l'avrei detto, ma l'assenza dei fiati di David Jackson non rappresenta affatto un handicap). Sorprende semmai l'ostinazione entusiastica di un verbo tanto obsoleto, che fa sembrare freschi pezzi come Mr. Sands, Bunsho, Medusa o Highly Strung, altrettante gradevoli ucronie per chi non ha mai perdonato alla Storia la disfatta delle traiettorie progressive.

Un buon disco per appassionati del genere: banale uscirne così, ma vero.

(6.9/10)

Pubblicazione: 17 Marzo 2011

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2011)

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