La Sera Della Prima
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Genere

drammatico

Durata

108\'

Sceneggiatura

Andres Heinz, Mark Heyman, John J. McLaughlin

Cast

Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey, Winona Ryder,

Musica

Clint Mansell

Fotografia

Matthew Libatique

Montaggio

Andrew Weisblum

Data

15 Marzo 2011

Uscita Film

Marzo 2011

trailer

Il cigno nero

Darren Aronofsky (USA, 2011)

Il mondo spietato del balletto, un coreografo dispotico che detta legge (Vincent Cassel), una prima ballerina (la nevrotica Natalie Portman) divisa tra cigno bianco e cigno nero mentre il suo corpo e la sua follia la possiedono senza scampo, un’antagonista sensuale (Mila Kunis), echi di altri film e citazioni sparse: come al solito c’è tanto materiale a disposizione nell’ultimo film di Darren Aronofsky, Il Cigno Nero.

Siamo in territorio  Il lago dei cigni  di Čajkovskij e l’opera qui è presa, va da sé, a pretesto per raccontare sia una metamorfosi che uno sdoppiamento di personalità,  insieme alla fatica e al sacrificio fisico dietro ad una disciplina ferrea, ma anche e soprattutto la violenza, l’anima e la sensualità insita negli sforzi fisico-mentali del balletto classico.

Al New York Ballet Nina riesce a avere il ruolo di prima ballerina in una versione particolare dell’opera, in cui dovrà rivestire i ruoli sia del cigno nero che di quello bianco. La storia è nota: c’è una ragazza - il Cigno Bianco - imprigionata nel corpo di un cigno, che vuole la libertà; sta quasi per riuscirvi grazie a un principe ma prima che lui possa dichiararsi, la gemella cattiva, il Cigno Nero, lo inganna e conquista. Il Cigno Bianco sconvolto si butta allora da una rupe uccidendosi, e trovando nella morte la sua libertà.

Il doppio e il corpo, le ferite fisiche e immaginate sul corpo di Nina dilaniato (David Cronenberg) ingigantite da effetti speciali horror e onirici; la pressione e la follia incombenti (Roman Polanski), la sovrapposizione tra realtà e ruolo interpretato, una madre edipica, un direttore artistico che teme la freddezza della protagonista e ne incita la sensualità, tutto concorre a creare un vortice impazzito che esploderà nel finale tragico.

L’estremismo teorico e visivo del regista americano trova nel film, anche grazie a un riuscito lavoro tecnico combinato, ampia espressività. Aronofsky arrivato al suo quinto film amplia e riprende se stesso: c’è sia la follia di π - Il teorema del delirio che il corpo martoriato del precedente The Wrestler con il monumentale Mickey Rourke; il medesimo tema dell’identità e del corpo che ritorna quindi riflettendo una tormentata situazione interiore.

copertina pdf #91