Recensione

Panda Bear

Tomboy

Paw tracks

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È un campione dell’arrangiamento d’effetto, Panda Bear. Conosce le nostre orecchie e sa su cosa puntare, come allestire una forma canzone per appagarle. Del resto – per quanto si possa discutere della qualità in senso assoluto della produzione – agli Animal Collective non si può certo negare di aver costruito un gusto, oltre che stilemi, appassionati, qualche detrattore e una carovana di band tese all’emulazione o a cogliere i frutti del collettivo. Un po' come successe per i Talking Heads, se ci pensiamo.

Tomboy – a partire dalla title-track – è un condensato di polpa Collective: crea melodie semplici e la sa amplificare con layer di ambiente stratificati. Person Pitch stupiva i più per la sperimentazione di studio. In Tomboy c'è invece un gusto del montaggio che ha l’obiettivo della semplicità, della messa a fuoco dello strumento. Ne perde la psichedelia e l'obliquità dell’insieme, ma ne esce in chiaro tutta la personalità per le masse di Panda. A partire dalla voce, ovviamente, specchio mai quanto per Noah dell’anima, fino alla pratica musicale della ripetizione (Slow Motion), quasi mantrica, dentro a canzoni che non sono né più né meno che loro stesse.

Prendiamo Last Night At The Jetty: si gioca con i livelli sovrapposti della voce, un coro interno che riempie lo spazio tra le pareti, ma senza che il sound ne esca ostico. Potremmo anzi dire che questo è pop che trascende le scene (e i Beach Boys), che ha una classicità palpabile, dove Lennox si propone come il Phil Spector del passaggio tra anni Zero e anni Dieci. È lo studio che fa la differenza (Scheherazade), finendo con il colmare brillantemente anche alcune scelte meno felici (Friendship Bracelet). Si coglie la serenità con cui Panda ha lavorato nel suo studio di Lisbona, costruendo Tomboy. Ma, fuori dalla biografia personale, ci sentiamo un percorso che parte da Brian Eno, e che si manifesta nelle note infinite di tastiera (Drone), trasposte dall’ambient alla classifica ormai post-indie dell’orsetto.

Tutti personaggi che hanno spostato l’asticella del benchmark nella storia della musica. È inutile nascondersi a cosa punti Lennox. A fissare un nuovo standard della classicità indie-pop odierna, del cantautorato che si annida in essa, dello studio che vale (concetto ormai antichissimo) che vale più di una seicorde. La sfida con Avey Tare – e con tanti altri - è apertissima, e i più punteranno i propri soldi scommettendo sull’orso con l’occhio cerchiato.

(7.2/10)

Scheda: Panda Bear

Pubblicazione: 04 Aprile 2011

File under: pop

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Gaspare Caliri (Album 2011)

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