Recensione
Jazz Gawronski Jaruzelski's Dream
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avant-jazz Voti redazione e staff

Jaruzelski's Dream

Jazz Gawronski

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L’immaginario iconografico di per sé dovrebbe bastare a rimandare ad una dimensione ludica e a un approccio non serioso alla materia del jazz. Moniker, titolo dell’album e dei 12 pezzi che compongono Jazz Gawronski sono calembour linguistici tra il surreale e il pastiche disseminati dal terzetto italiano per suggerire finalità e attitudine.

Non a caso composto da membri provenienti dai poli attrattivi più interessanti del (neo)jazz italiano – El Gallo Rojo e Improvvisatore Involontario – il progetto Jaruzelski's Dream è l'esatta somma dei singoli elementi in gioco: una vulcanica eruzione di follia strumentale, giocosa attitudine demistificatoria, irregolarità avventurose e, paradossalmente, coesione interna rese con leggerezza e (auto)ironia.

Piero Bittolo Bon (sax alto, smartphone) e Stefano Senni (contrabbasso), entrambi da El Gallo Rojo, insieme al batterista extraordinaire Francesco Cusa (colonna portante di Improvvisatore Involontario) inanellano discorsi di jazz free-form in modalità first take attraversati da un senso del groove profondo e irresistibile: ritmico e forsennato, silente e sussurrato, l’avant-jazz inteso dai tre è pari alla attitudine iconoclasta e altamente ironica che li porta a firmare pezzi con titoli come The Mastella Variations, Zibibboniek, The Amazing Kaczinski Twins, Soulidarnosc.

Vere e proprie gioie per chi ascolta e l’ennesima dimostrazione dell’effervescenza del jazz informale e atipico che gira da tempo in Italia.

(7.2/10)

Pubblicazione: 22 Marzo 2011

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

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