Accompagnato da chitarra, armonica e nient'altro, Andrea Casali, alias Caso, affina in questo secondo lavoro qualche urgenza punk-rock in favore di un approccio appena più folk ma non alza il tiro di un Dieci Tracce che già poneva basi interessanti. Co-prodotto e distribuito da ben quattro indie-labels (Que Suerte!, Klasproduction, In Limine, Fiumaio) Tutti Dicono Guardiamo Avanti si candida come prima e più di prima ad essere il vero tra palco e realtà, un abbattere steccati tra musicisti e persone, un proporsi come diario di uno spettatore di concerti ancor prima di uno che sui palchi ci suona: con le macchinate, gli amici, le storie e tutto il resto. Emozioni dirette, insomma, con impennate di rilievo già al volgere della seconda traccia, una Fiato Corto che in mano a gente più blasonata sarebbe già hit da canzoniere italiano anni 10.
A fare da cornice per questi quadretti di vita vissuta è un songwriting dolceamaro e una strenua ricerca di identificazione con chi può capire, condividere e dunque cantare a sua volta. Suona disilluso, Andrea, amaro ('le frasi migliori che penso le dicono gli altri', afferma in Balena Bianca) ma sempre meravigliosamente autoironico e in qualche misura positivo: quanto basta da far sorridere il suo ancora piccolo ma affezionato pubblico, anche quando da ridere non ci sarebbe. Nessuna sparata universale nell'opera del nostro, al massimo qualche dichiarazione di indi(e)pendenza, urlata ma udibile solo fra quelli che se la cantano e se la suonano (Hopper): lo sfondo è quello messo per inciso più avanti in Aranciata Amara ovvero la lotta forse ingenua ma ostinata contro dei mulini a vento chiamati di volta in volta gestori di locali o vicinato, dove la facile retorica viene schivata mescolando il punto di vista con l'esperienza personale.
C'è lo stesso calore dei racconti della sera prima in queste canzoni, le confidenze di una persona che si racconta per come è, messe in note con capacità ma pur sempre esposte da uno che potrebbe essere il nostro vicino di casa o il nostro migliore amico; è quest'ultima la miglior qualità di Caso, ciò che crea davvero lo scarto con certi big names del nuovo cantautorato italiano. Uno scarto che non è sinonimo di confronto, ma di differenza: in termini di stile, di percorso e inevitabimente anche di successo. Se poi i singalong di massa arriveranno, bene; ora come ora c'è una conferma per quanti già conoscevano, e un secondo motivo di curiosità per tutti gli altri.
(7.0/10)
Scheda: Caso
Abbonati al feed di Simone Madrau