Quando si dice “venie da lontano per arrivare lontano”: Dennis Coffey è una leggenda di Detroit che, tra i tanti, ha prestato la sua fumigante sei corde ai Funkadelic, ai Temptations della svolta acid-soul e all’Edwin Starr di War. Se aggiungete che ricoprì un ruolo chiave nell’introdurre l’uso del wah-wah “pesante” nel soul e nell’r&b di fine dei ’60 e che lungo il decennio successivo si dava alla blaxploitation e alla produzione con Mike Theodore, sapete cosa attendervi da un suo nuovo disco.
Da un lato, cosmico però tellurico hard-fuzz (ben esemplificato nell’apertura di 7th Galaxy come nelle successive Knockabout - roba da Big Chief, per chi li ricorda… - e Space Traveller) straripante della funkitudine di George Clinton e Jimi Hendrix; dall’altro, una souledelia robusta e sferzante odorosa di scenari urbani seventies che dici attualissimi. Nessuna forzatura o pretesa di attualità, ma competenza in materia e passione che mostrano uno stile mai invecchiato, che sottolineano la differenza tra datato e databile poggiando salde su ospiti che ruotano attorno alla “Detroit connection” contemporanea.
Ha così una logica perfettamente compiuta che la stella di casa Stones Throw Mayer Hawthorne si misuri da campione con il classico dei Parliament All Your Goodies Are Gone e Mick Collins dei Dirtbombs si unisca a Rachel Nagy (Detroit Cobras) per l’oscuro martellamento Funkadelic di I Bet You. Oppure che Fanny Franklin degli Orgone rispolveri la possente Don’t Knock My Love appartenuta a Wilson Pickett e Lisa Kekaula dei Bellrays guidi l’esaltante cavalcata Somebody’s Been Sleeping. Persino una nullità come Paolo Nutini convince alle prese con Only Good For Conversation del “culto” Rodriguez: merito sempre dell’esperienza e dell’energia profuse nell’operazione, della quale beneficiano anche i Kings Go Forth della ribollente Miss Millie. Come insegna Maestro Clinton, liberate il posteriore e la mente lo seguirà. A spaccarveli entrambi provvederà questo disco.
(7.5/10)
Scheda: Dennis Coffey
Pubblicazione: 12 Aprile 2011
File under: ultra-funk
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