Un tuffo al cuore, non ci sarebbe neanche bisogno di aggiungere altro. Soprattutto se, come il sottoscritto, siete cresciuti studiando le traiettorie sbilenche dei Pavement come l’abbecedario.
Dei Mazes, peraltro, avevamo già parlato esattamente un anno fa, in occasione dello speciale sul DIY britannico, anche se l'esordio sulla lunga distanza mostra una capacità di scrittura che all’epoca potevamo solo auspicare.
Riepilogando: John Cooper e compagni (la cui cittadinanza è divisa fra Londra e Manchester) sono artefici di un pop fieramente lo-fi che guarda ai Novanta con una abbondante dose di carattere (se non di originalità). Bastano un paio di pezzi pubblicati sul loro blog per consegnarli all'attenzione delle minuscole etichette dell’underground londinese, nella fattispecie della Italian Beach Babes che li fa uscire come singolo.
Di quei due brani, uno si fa notare per il titolo curioso (Painting Of Tupac Shakur), l’altro (Bowie Knives) fra testi nonsense e un andamento caracollante, rilegge in chiave glam la slackness di tanti anti eroi dei 90s. Insomma, una delizia. Tanto che una Bowie Knives appena più composta costituisce l'ombelico concettuale del loro primo album; un disco che guarda all’America scazzata di Sebadoh e Pavement, ma lo fa con una sensibilità tutta britannica.
Bastano i primi accordi dell’opener Go-Betweens per svelarne il segreto: schitarrata college rock (circa primi REM), distorsione calda alla Dinosaur Jr. e tonnellate di glassa melodica che solo gli inglesi quando fanno il verso agli americani riescono a produrre. Dopo due minuti è tutto finito. La successiva Surf & Turf è un po’ più didascalica nel seguire i precetti di Lou Barlow ma non meno azzeccata nella melodia. Cenetaph e Boxing Clever tornano a parlare il linguaggio di Bowie con lo slang di Steven Malkmus.
Alla fine (sorpresa!) i tredici frammenti si gustano tutto d’un fiato senza skippare niente, neppure i ventisette secondi dell’haiku Eva. Se non è un esordio coi fiocchi, questo!
(7.3/10)
Scheda: Mazes
Pubblicazione: 04 Aprile 2011
File under: lo-fi pop
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