Recensione
Ponytail, Ponytales Harshcore
Cover image
experimental Voti redazione e staff

Harshcore

Ponytail, Ponytales

Lisca Records

Negli Harshcore di Luca Sicurtà e Tommaso Clerico c’è la stessa attrazione ludica nei confronti del rumore che era tipica dei Throbbing Gristle. Paragone altisonante ma evidente se si approfondisce l’ascolto dei mille rivoli in cui il duo di Biella sparpaglia la propria personale weltanschauung rumorosa.

Dismessi i panni dei rumoristi incompromissori e legati all’industrial da un approccio naif – da cui traeva ispirazione anche la scelta del moniker – i due elaborano un caleidoscopio che si muove agile e sboccato tra experimental-sound (Clusterfuck) ed elettronica weird (le increspature post-glitch di Divar), dark-ambient deformata (Neko Case In The Bluegrass o la Ponytail, Ponytales Pt. 2 impreziosita dalla voce fantasmatica di Madame P) e industrial-beat spastica (Taping Bones), non disdegnando squarci da contemporanea meets no-wave (Fable Cutoff) o loop e ritmi spezzati da hip-hop claudicante alla Consolidated (U Smilin’).

C’è però in questa apparente eterogeneità di forme e contenuti, una coesione di fondo legata ad un linguaggio sardonico e pungente, autoironico e grottesco, circense a tratti nelle movenze, che si avvicina al senso ultimo dei padri dell’industrial citati in apertura.

Si obietterà che la nutrita messe di ospiti – To Live And Shave In LA, Zeek Sheck, Bologna Violenta, Madame P, IOIOI e molti altri ancora – possa aver detto la sua in questo melting-pot stranito e straniante, ma così facendo non si renderebbe giustizia ai titolari della sigla. Esperti musicisti, sperimentatori indefessi e mai domi esploratori di lande sonore periferiche ed entusiasmanti.

(7.2/10)

Scheda: Harshcore

Pubblicazione: 13 Marzo 2011

File under: experimental

| Archivio
Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91