Una voce un po’ androgina e roca che ricorda quella del papà Sting per la giovane Eliot Pauline ‘Coco’ Sumner. Il debutto sfoggia un synth pop in odore Ottanta, tune che si avvicinano alle prove di Lykke Li e La Roux senza dimenticarsi della classe di Robyn (il featuring in salsa electro-Cure in Caesar) e un certo sentimento di incompiutezza che si rifugia nel più classico e squadrato pop uber-prevedibile (già successone guardacaso in Svezia).
Il singolo Selfmachine non è malaccio, ricorda in qualche modo le tastiere degli Animal Collective mescolate ai ricordi futur-pop dei Police di Synchronicity; la cover reggaetronica di Only Love Can Break Your Heart (Neil Young) con quel piglio po’ onirico e un po’ malinco-teen funziona, mentre il resto è mainstream fischiettabile che sale il giusto e rimane a mezz'asta. La ragazza sembrerebbe avere una voce interessante (vedi i giochi nella title track) e The Constant è, di fatti, un punto di partenza.
(6.0/10)
Scheda: I Blame Coco
Pubblicazione: 02 Marzo 2011
File under: synth-pop
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