Recensione
Lumiere Dustin O'Halloran
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strumentale Voti redazione e staff

Dustin O'Halloran

Lumiere

Fat Cat

Dall'Arizona, passando per le Hawaii e per Los Angeles fino ad approdare a Ravenna e a Berlino: questo il lungo percorso di Dustin O'Halloran, dal 1996, con Sara Lov, fondatore dei Devics e dal 2004 - anche - music maker in solo. Un disco sospeso, onirico, questo nuovo Lumiere, arrivato dopo Piano solo vol. 2 del 2006, qualche soundtrack (ricordiamo la partecipazione all'OST di Marie Antoinette di Sofia Coppola), e Runner del 2007.

Un album dove non si dimenticano le grandi citazioni, da Chopin a Debussy passando per Satie e Sakamoto senza che si lascino da parte le tensioni alla musica classica contemporanea e, in primis, a una nuova modalità, più completa e stratificata, di concepire l'orchestrazione. In suo aiuto c'è l'ensemble ACME, già, tra gli altri, con Owen Pallett, Grizzly Bear e Matmos.

Figlio di una lunga gestazione - più di tre anni - Lumiere sta alla musica come la luce, appunto, alle immagini, ricordando una candela capace con il tremolio del suo barlume, di illuminare l'incontro tra spazi sonori antichi e nuovi. La perla? Quintette n.1.

(7.0/10)

Pubblicazione: 22 Marzo 2011

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Giulia Cavaliere
Giulia Cavaliere (Album 2011)

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