Recensione
Smart Flesh Low Anthem (The)
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folk roots Voti redazione e staff

Low Anthem (The)

Smart Flesh

Bella Union

Si diceva un anno e mezzo fa, in occasione del bel debutto della band di Providence, della sua attitudine al recupero vintage in musica, in questo caso l’Americana, con un approccio estetico DIY alla materia e un disco metamusicale sul recupero dell’analogico, e insieme l'uso di altri linguaggi, in quel caso gli stilemi della world music.

Il comeback della band, Smart Flesh, è se possibile, ancora più ancorato al passato, sempre in riferimento all’acustico e alla roots music di The Band, Bob Dylan e del folk rock USA tra Sessanta e Settanta. Album più crepuscolare e spoglio del precedente, si snoda acusticamente tra omaggi al maestro Neil Young e all’amata Band, con aggiornamenti all’oggi che ricordano gli analoghi Fleet Foxes e Midlake riguardo alla materia, a formare tematicamente un ideale seguito al primo album Oh My God, Charlie Darwin.

Scheletrico e ridotto all’osso, Smart Flesh dimostra il valore e le scelte fuori moda della band, capace di esprimersi al meglio in forma concentrata e meditata.

(7.0/10)

Pubblicazione: 03 Marzo 2011

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2011)

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